“Non abbiamo potuto aiutare tua madre, ma te sì.
Ti abbiamo protetta fin da quando sei uscita dall’uovo.
Ti abbiamo dato tutto il nostro affetto senza alcuna intenzione di fare di te un gatto.
Ti vogliamo gabbiana. Sentiamo che tu ci vuoi bene, che siamo i tuoi amici, la tua famiglia ed è bene tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo.
Sei una gabbiana e devi seguire il tuo destino di gabbiana.
Devi volare. (…)
«Volare mi fa paura», stridette Fortunata.
«Quando succederà io sarò con te», miagolò Zorba”
Sepúlveda L.,
Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
