Una scuola che riconosce ogni storia: il nuovo libro di Anna Guerrieri su adozione, affido e diritto allo studio

Copertina del libro In classe di Anna Guerrieri

“In classe. Per il diritto allo studio di alunne e alunni con storie di adozione, affido e non solo” di Anna Guerrieri è un libro che aiuta la scuola a diventare davvero inclusiva per tutti i bambini e le bambine che portano con sé storie familiari complesse e non standard.

Un libro necessario per la scuola di oggi

  • Il volume nasce dall’urgenza di ripensare la scuola come luogo capace di riconoscere ogni storia, garantendo equità, diritti e possibilità di futuro a chi ha vissuto adozione, affido, vita in comunità o percorsi migratori difficili.

  • Guerrieri mette al centro il ruolo degli insegnanti, mostrando come la qualità delle relazioni in classe incida direttamente sull’apprendimento e sulla costruzione dell’identità di ragazze e ragazzi.

Dalle linee guida alla pratica quotidiana

  • Il libro aggiorna e rende accessibili le novità delle Linee di indirizzo 2023 per il diritto allo studio degli alunni adottati e delle Linee guida 2017 per chi è fuori dalla famiglia d’origine, trasformandole in strumenti operativi per la didattica.

  • L’autrice traduce anni di formazione con docenti, genitori e operatori in indicazioni concrete: ingresso graduale a scuola, tutela dei dati sensibili, uso flessibile della “storia personale”, potenziamento della lingua italiana al posto della seconda lingua, attenzione ai tempi e agli spazi di accoglienza.

Perché leggerlo se lavori nella scuola

  • Chiara Valleggi, presidente di Genitori si diventa OdV, definisce questo testo “un libro prezioso” e auspica che diventi un riferimento formativo per chi vuole fare della scuola una comunità educativa accogliente, capace di “alzare lo sguardo”.

  • Insegnanti, dirigenti, educatori e famiglie vi troveranno una guida per costruire alleanze educative, prevenire conflitti e affrontare con competenza le fragilità emotive e comportamentali che possono emergere nei percorsi adottivi e di affido.

Uno strumento contro stereotipi e bionormatività

  • Il testo invita a superare una visione “bionormativista” della famiglia, che continua a rendere invisibili le biografie non standard, proponendo attività e linguaggi che rendano rappresentate tutte le forme di famiglia.

  • Vengono suggeriti approcci alternativi alla “storia personale” che non espongano i bambini, valorizzino la varietà delle esperienze e permettano a ciascuno di riconoscersi senza sentirsi diverso o fuori posto.

Per approfondire