Nel 2020 dopo tanti anni di convivenza abbiamo deciso di iniziare un percorso di adozione, il primo passo per noi è stato il “corso di adozione nazionale” organizzato dai servizi di Firenze nel quale abbiamo avuto modo di riflettere e di acquisire una consapevolezza maggiore nei riguardi dell’adozione. Io ho iniziato a pensare allora, che mio figlio/a era già nato/a e che in qualche modo la mia storia e la sua si sarebbero incontrate ad un certo punto.
Mi sentivo già Babbo e pensavo a mio figlio/a.
Per mantenermi allenato a fare i ’Babbo insieme alla mia compagna abbiamo deciso di frequentare l’associazione “Le Querce in Fiore” APS. Dove per mia predisposizione mi sono aperto fin da subito, esternando emozioni e sentimenti. Nel gruppo ho sentito spesso dire spesso dalle coppie che avevano già figli, che il periodo di attesa, servisse a consolidare la propria scelta e che al momento dell’abbinamento tutto il tempo passato ad attendere (Attivamente!) sarebbe stato come un punto fermo nel mare in tempesta delle emozioni del primo incontro con il/la Bambino/a.
Passate settimane, mesi, approfondimenti in tribunale, ecc… arriva il fatidico momento del primo incontro: “devo andare a conoscere mia figlia” una frase che mi ripeto per cercare di darmi una scossa al torpore iniziale!
Lo sconvolgimento arrivato dopo il primo incontro con mio/a figlio/a è stato molto forte: avevo ogni sorta di timore, ed insicurezza… se non fosse stato per il tempo passato a informarmi a familiarizzare con l’idea, a riflettere ed acquisire la consapevolezza necessaria, penso che la paura dopo il primo incontro, mi avrebbe travolto… invece sono rimasto col disagio e l’ho preso per mano per trasformarlo in un rapporto in continua evoluzione quello della paternità!
