In cerchio con te…

In cerchio ci si sente vicini e protetti

Dopo tanti anni ancora mi chiedo qual è la magia che mi spinge ad alzarmi dal divano per uscire e arrivare in quella stanza, ogni quindici giorni… Arrivo in quella stradina senza sfondo, parcheggio, prendo la mia borsa e scendo. Qualche volta già c’è qualcuno ad aspettare fuori dalla porta: “Sai abbiamo letto che qui c’è un gruppo di auto aiuto per genitori adottivi”, sì certo, siamo noi, siamo qui.

La prima volta che vengono arrivano in coppia, insieme, silenziosi, occhi che scrutano gli altri, pieni di timori e di domande inespresse. Si siedono, si guardano intorno, si chiedono cosa accadrà. Qualcuno partecipa regolarmente, da anni, ha bisogno di quel momento per guardare meglio a sé stesso, per avere fiducia, per condividere. Per aiutare gli altri, quelli che iniziano e si sentono in un labirinto, quelli che come me figli li hanno già e cercano energie nuove e fresche.

Ci sediamo in cerchio per tanti motivi. Dal manuale: in cerchio tutti uguali, equidistanti. Dal cuore: ci si sente vicini e protetti, siamo “dentro” qualcosa che ci accomuna, non siamo soli. Il nostro cammino è complesso, se c’è qualcuno che cammina con me va tutto meglio…

Iniziamo a parlare, spieghiamo che il nostro è un gruppo aperto, non c’è iscrizione, massima libertà di venire quando ci sentiamo, quando abbiamo bisogno di condividere. Spieghiamo che quello che ci raccontiamo resterà nella stanza, chiediamo riservatezza, è necessario per potersi aprire con più serenità. Non è un gruppo terapeutico, è un gruppo di auto mutuo aiuto.

I volti aumentano, le sedie piano piano si occupano tutte, anzi ne dobbiamo aggiungere altre. Iniziamo a fare il giro, ognuno si presenta, anche se lo ha fatto già cento volte, ognuno racconta qualcosa di sé, anche se lo ha fatto già cento volte: non è mai la stessa serata. Le persone sono sempre diverse o anche se non sono diverse portano con sé un momento diverso, un aspetto diverso, un momento personale e familiare diverso: una gioia, una pesantezza, una curiosità, un’informazione. Spesso condividiamo le foto dei bambini, con gioia e qualche lacrimuccia, scatenano ricordi…

E ci raccontiamo. E qualcosa accade quando ci raccontiamo: c’è sempre un silenzio attento e partecipe, a volte commovente, perché ogni parola che io pronuncio so che andrà dritta al cuore di tanti altri, perché la mia storia è la storia di tanti altri genitori adottivi, la mia esperienza è diversa ma uguale, ha percorso strade simili, è passata attraverso le stesse domande: si parla un linguaggio comune, ci si comprende. Ascoltando gli altri si ascolta noi stessi e ci si sente più forti, si scopre qualche risorsa nuova dentro. Spesso qualcuno ironizza e ci aiuta così a vedere i problemi sotto una luce diversa, l’umorismo aggiunge aiuto all’aiuto, è prezioso, bisognerebbe imparare….

Alla fine….ma quando c’è una fine della serata? Non si andrebbe mai via, qualcuno scappa via prima causa baby sitter che devono andarsene oppure per salvare i poveri nonni addormentati sul divano ad aspettare (erano anni che aspettavano i nipotini, non possono lamentarsi!).

Il gruppo di auto mutuo aiuto non è una terapia, ma quando si esce da quella porta per rientrare nelle nostre vite ci si sente meglio, più leggeri. Sarà questa la magia???

Cristina

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